02-03-2010

Palazzo Dondi dall'Orologio, un restauro straordinario, un convegno unico

Si svolgerà giovedì l'interessante convegno "Lettura di una città da una stazione dell'Età del Ferro all Stanza delle meraviglie" sul restauro di Palazzo Dondi dall'Orologio a Padova. Il cantiere ha avuto inizio nel 2006 e da subito ha richiesto una soluzione speciale: “A seguito di una nuova normativa comunale – spiega il capocantiere Leonardo Fogale – abbiamo dovuto trasportare la gru smontandola a pezzi e ricostruendola in loco. Questa soluzione ci ha permesso di disporre di una gru con un braccio di 40 metri con un carico massimo in punta di mille chili in grado di servire tutta l’area di cantiere.
L’edificio comprende 3000 metri quadrati di superfici e tre cortili interni: in uno di essi vive una magnolia secolare che è stata opportunamente curata e protetta. Gli interventi si sono poi susseguiti tenendo conto delle diverse variazioni legate alle scoperte dei restauratori e della campagna di scavo archeologico. Ciò ha richiesto una continua riprogrammazione in stretto accordo con le Soprintendenze competenti e con l’Inail. In un cantiere così le eccezioni sono la regola, come quando abbiamo trasportato a mano con dei carrelli le capriate con una luce di 14 metri dal vicino cantiere di San Gaetano fino a qui in via Cesare Battisti. Le strade strette non consentivano infatti il trasporto con i camion. L’intervento si concluderà entro la fine dell’anno”. Anche l’ingegner Renato Vitaliani, progettista strutturale, ha vissuto in prima persona l’unicità di questo restauro: “Abbiamo condotto tutte le lavorazioni contemporaneamente nelle varie parti dell’edificio in modo da non compromettere il rapporto di rigidezza, circostanza che si sarebbe rivelata negativa per i preziosi manufatti artistici. Per i solai abbiamo utilizzato il doppio tavolato con bandine metalliche e cordoli in acciaio. Alcune travi antiche sono state completamente recuperate e potenziate con un’anima d’acciao. Le volte sono state rinforzate e i muri sono stati consolidati con cuci scuci e iniezioni di calce. Per le fondazioni è stata impiegata la tecnica della platea in coerenza con la normativa antisismica. I micropali sono invece stati utilizzati per isolare e proteggere gli scavi archeologici”. Interverranno all'incontro : Presidente INAIL dott. Marco Fabio Sartori, Miranda Prestipino Coordinatore Generale CTE - INAIL, Carlo Gasperini (DCP - INAIL), Le attività patrimoniali dell’INAIL, restauro finalizzato di “Palazzo Dondi dall’Orologio” in Padova, Soprintendenza ai Beni Architettonici del Veneto Orientale, Renato Vitaliani (progettazione strutturale) Consolidamenti strutturali di edifici storici e monumentali, Paolo Pecorelli (restauro artistico) “Gli affreschi del Campagnola” rinvenimenti e restauro delle superfici decorate presenti nell’edificio, Pio Certelli (D.L.) Metodi costruttivi stratificati nel tempo dai “bipedali” alle reti multimediali con tecnologia “wireless” nel restauro “Palazzo Dondi dall’Orologio", Diego Carron (Presidente Carron SpA) L’etica dell’impresa nel restauro dei beni architettonici, Paolo Portoghesi (progettazione esecutiva) Il recupero di “Palazzo Dondi dall’Orologio ”storia, linguaggi, tecniche della regola dell’arte, Dr. Vincenzo Tiné Soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto, Elena Pettenò (Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto) Potenzialità degli scavi urbani: la tutela di Padova, Italo Bettinardi (archeologo) Lo scavo archeologico di Palazzo Dondi dall’Orologio in Via Cesare Battisti 49/51, Stefano Tuzzato (archeologo) Lo scavo archeologico di casa Verdi, in via S. Biagio 35, Mariolina Gamba, Giovanna Gambacurta, Angela Ruta (Soprintendenza per i Beni Archeologici del
Veneto) I cippi nel contesto urbano, Anna Marinetti (Università di Venezia, Ca’ Foscari) I cippi patavini iscritti di via C. Battisti e via S. Biagio, Aldo Luigi Prosdocimi (Università di Padova) Considerazioni. 




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