Vallenari Bis: una strada dal carattere “green”

inCantiere Luglio 2012

Una strada urbana per alleggerire dal traffico di attraversamento l'area del quadrante compreso tra Favaro, Compalto e Tessera

Vallenari Bis: una strada dal carattere “green” Image

L'intervento in oggetto consiste nella realizzazione di una nuova viaiblità di collegamento urbano definita Vallenari Bis e della relativa soluzione dell'incrocio tra S.R. 14 e la stessa via Vallenari Bis mediante intersezione a livelli sfalsati, così come previsto nel disegno di riorganizzazione della viaiblità interessante l'abitato di Favaro Veneto e Mestre Centro. La via Vallenari Bis, caratterizzata da una sezione a due corsie con pista ciclopedonale e una lunghezza complessiva di circa 2 km, si snoda dalla comunale via Triestina provenendo da Tessera, bypassa a sud l'intero centro di Favaro intersecando via Gobbi per proseguire fino alla S.R. 14. I due interventi, in modo congiunto, rispondono al problema del congestionamento del traffico in corrispondenza del centro di favaro Veneto e alla necessità di separazione dei flussi di traffico lungo le direttrici Mestre - Tessera e Venezia - Treviso.

L'intervento appena ultimato sarà completato con il secondo lotto della Vallenari Bis, attualmente in fase di appalto, che prevede il proseguo della strada all'interno delle aree del PEEP "Bissuola Nord" e "Bissuola Sud" e poi fino al nuovo ponte da realizzarsi sul Marzenego sulla direttrice di via Sansovino, venendo così a costituire una efficace alternativa all'attuale direttrice est-ovest della viabilità urbana costituita dalle vie Triestina, san Donà e Cà Rossa.

Uno degli aspetti più importanti del progetto è l'attenzione posta dall'Amministrazione Comunale sugli aspetti dell'ambiente, della sicurezza, nonchè la volontà di ridurre l'impatto sia della nuova infrastuttura che dei lavori rispetto alle residenze che si trovano lungo il tracciato.

L'intento principale del progetto era quello di venire a creare un sistema viario di bypass a sud di favaro Veneto, che potesse alleggerire il carico di traffico su via S. Donà e sull'intero abitato di favaro che negli ultimi anni era diventato molto intenso. Un'operazione resa indispensabile anche dall'entrata in funzione del tram che, migliorando la mobilità con mezzi pubblici, limita notevolmente i flussi veicolari automobilistici su via San Donà. Grazie a quest'opera il traffico proveniente da e per Tessera viene intercettato a nord della via Triestina, dove è stata realizzata una rotatoria. Da lì il progetto prosegue verso sud e si estende per 2,3 chilometri, andandosi a collegare con via Martiri della Libertà (SR 14) incrociando via Gobbi, una delle arterie principali di favaro, e collegandosi infine a ovest della SR14 alla vecchia Vallenari.

Con la realizzazione di questo importante intervento l'Amministrazione Comunale ha voluto portare avanti un progetto che non si limitasse unicamente alla risoluzione di un problema viabilistico (differenziazione dei flussi viabilistici e realizzazione di un nuovo collegamento ciclopedonale da Favaro verso il centro di Mestre) ma che fosse al contempo anche l'occasione per migliorare una serie di aspetti di carattere più complessivo, che tenessero conto delle esigenze attuali e di quelle future di questo territorio. In particolare sono stati studiati gli aspetti legati al rischio idraulico, alla necessità di nuovi sottoservizi, al disinquinamento e all'inserimento dell'opera nel contesto ambientale esistente, e quindi sono state realizzate: una nuova condotta di adduzione dell'acquedotto, del gas, delle fibre ottiche e dell'Enel, sono stati eseguiti gli scarichi fognari degli abitati sprovvisti e collegati ad una nuova condotta di fognatura nera (prima sversavano sui fossati). Per quanto riguarda gli aspetti idraulici sono stati realizzati due nuovi fossati dimensionati non solo per garantire l'invarianza idraulica della nuova infrastruttura ma anche per dare un ulteriore bacino di emergenza idraulica per l'area di favaro compresa fra via san Donà e la nuova Vallenari, inoltre è stato realizzato un nuovo fossato scolmatore che colega la fossa Pagana con il collettore acque alte Campalto.

La raccolta delle acque provenienti dalla nuova infrastruttura è stata concepita con un trattamento suddiviso all'interno delle singole rotatorie, dove è previsto un sistema di fitodepurazione e di controllo dell'eventuale onda nera (sversamento di olii a causa di un incidente) prima del rilascio sui collettori finali.

Infine si è previsto di installare lungo la nuova via Vasllenari una serie di telecamere direttamente collegate alla centrale operativa dei Vigili Urbani che garantiranno un ulteriore presidio sul territorio.

Abbiamo parlato degli aspetti principali dei lavori con l'architetto Romano Finotto, del team della Direzione Operativa dei lavori incaricata da AVM, l'Azienda Veneziana della Mobilità, committente dell'opera.

Tra variazione del tracciato e intersezioni con altre strade i lavori si sono svolti su più fronti. Quali sono stati gli interventi principali?

La nuova via Vallenari Bis è una strada di tipo F1, ossia una strada di scorrimento con piattaforma a due corsie da 3,5 metri e banchine da 1 metro. La larghezza complessiva della strada passa dunque dai precedenti 4 metri agli attuali 9. A fianco è stata realizzata una pista cicolpedonale larga 2,5 metri, realizzata con materiale drenante. Tra i primi lavori c'è stata la realizzazione di tutti i sotto-servizi, allacciamenti per energia, acqua, gas, fognature, più i collegamenti della fibra ottica. In aggiunta a questo è stato predisposto un sistema di videosorveglianza con telecamere fisse che saranno utilizate da Polizia Municipale e Venis, la società informatica veneziana installatrice delle fibre ottiche. Gli interventi di mitigazione ambientale hanno compreso poi la realizzazione di aiuole e la piantumazione di ailbero ogni 10-12 metri.

Le rotatorie realizzate, infine, sono 5: le due di testa su via Triestina e martiri della Libertà, una che collegherà il futuro distretto sanitario, quella di intersezione con via Gobbi e un'altra dove è prevista una futura lottizzazione contenuta nei piani del Prg. Il diametro delle rotatorie più grandi è di circa 60 metri, 40 per le più piccole.

E poi c'è tutto l'intervento relativo al sottopasso, forse il passaggio più impegnativo.

Il nuovo sottopasso è il completamento del primo realizzato due anni fa, di cui è stata demolita la rampa provvisoria a su di di via s.Donà. E' stat prolungata la trincea con uno sviluppo complessivo di 300 metri, andando a collegare le due solette dei rispettivi interventi. Lo sviluppo dei due sottopassi, se aggiungiamo anche le rampe di ingresso e uscita e gli impalcati, è di circa 800 metri lineari di nuova viabilità. Anche questo sottopasso è dotato di impianto di sollevamento telecontrollato per la raccolta delle acque meteoriche, di un impianto di illuminazione a LED che va nella direzione di un notevole rispermio energetico e di contenimento dei costi di manutezione. La superficie dei diaframmi della trincea e della rampa sud è stata rivestita con Lecablocco fonoassorbente, ed è stato utilizzato un asfalto fonoassorbente per migliorare l'assorbimento acustico. nel sottopasso si convoglia infatti il traffico pesante, mentre per snellire la viabilità locale sono state realizzate le due bretelle laterali superficiali. Anche su via Vallenari Bis sono state installate, in alcuni punti prossimi ad abitazioni, le barriere fonoassorbenti.

Altri interventi riguardano le opere idrauliche, visti anche i problemi idraulici che affliggono la zona di Favaro

Un intervento importante è stato quello di realizzare, sul lato nord dei primi due assi stradali di via Vallenari Bis, un fosso consortile di circa 900 m che collega gli scatolari di via Martiri della Libertà con il collettore Acque Alte di favaro. Questo ha funzione anche di bacino di laminazione e aiuterà tutta la zona sud di favaro, a limitare i problemi idraulici di allagamento.

Sono stati inoltre prolungati gli scatolari dei due fossi abbinati sulla SR 14 del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive. Infatti sotto le bretelle sono stati realizzati due tombinamenti di circa 600 metri realizzando un manufatto in cemento di 3,5 per 2 metri, importante per il controllo delle acque.

All'interno delle tre rotatorie centrali di via Vallenari c'è poi un sistema di trattamento delle acque con fitodepurazione, dove l'acqua di prima pioggia raccolta nelle vasche passa successivamente in una zona di canneto con funzione di depurazione naturale.

Altri interventi secondari ma non meno importanti, richiesti dai comitati alluvionati di Favaro sono il prolungamento dello scatolare di via Valdocco, che ha consentito tra le altre cose la realizzazione in sicurezza dell'innesto della via succitata alla nuova viabilità e il collegamento idraulico tra la Fossa Pagana e il nuovo canale consortile succitato che consentirà uno sfioro della stessa Fossa Pagana nei momenti di massima criticità idraulica della zona andando ad anticipare lo scarico sul collettore Acque Alte del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive.

 

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