Val di Cembra: più sicura e scorrevole la ss 612

inCantiere Novembre 2012

Una tortuosa strada di montagna che diventa ora più ampia, scorrevole, comoda e soprattutto sicura. E’ stata aperta al traffico il 1° novembre scorso, consentendo la circolazione ad un senso di marcia alternato, la prima delle due corsie della SS 612 di Val di Cembra, in località Capriana (TN).

Val di Cembra: più sicura e scorrevole la ss 612 Image
Una tortuosa strada di montagna che diventa ora più ampia, scorrevole, comoda e soprattutto sicura. E’ stata aperta al traffico il 1° novembre scorso, consentendo la circolazione ad un senso di marcia alternato, la prima delle due corsie della SS 612 di Val di Cembra, in località Capriana (TN). Si avvicina dunque la data della consegna dei lavori, prevista per fine novembre, per questo importante intervento viario che grazie a Carron porterà al miglioramento della viabilità locale e ad una maggior sicurezza per gli automobilisti.
Le opere effettuate consistono in una rettifica e allargamento di un tratto di 2 chilometri della precedente strada, che dagli originari 5 metri di larghezza diventa ora di 8,5 m. L’intervento è stato suddiviso in un tratto A, compreso tra il Km 30,400 e il Km 31,700, e in un tratto B, tra il Km 32 e il Km 32,700.
“Ci siamo trovati in presenza di una strada di montagna con diversi problemi tecnici” dice l’architetto Andrea Maraschin, capoarea per l’impresa Carron. “L’intervento è stato difficoltoso soprattutto perché si è lavorato in presenza di forti pendenze e di scarsa accessibilità per i mezzi. Abbiamo avuto diverse sorprese, tra cui franamenti e intoppi di origine geologica che hanno causato la chiusura della strada”.
Oltre all’ampliamento della sede stradale l’opera strutturale più importante e impegnativa è stata la edificazione di muri di sostegno e barriere paramassi, utili a consolidare la parete rocciosa che corre lungo il tratto stradale. Sono oltre 1.900 i metri lineari di muri eretti, che sono poi stati rivestiti con 8.200 mq di pannelli in pietra naturale (porfido). Per rinforzare la parete della montagna si è proceduto alla realizzazione di circa 10.000 mq di chiodature, calibrate a seconda che la parete fosse a prevalenza di roccia o di detrito. A completamento, e per garantire un grado di sicurezza ancora maggiore, nella parte alta delle pareti sono state posizionate delle reti antidetriti, inoltre sulla parete si procederà presto ad un’idrosemina, una tecnica che permette l’inerbimento di superfici particolarmente impervie.

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