Cenni di cambiamento

inCantiere Marzo 2013

Proseguono a spron battuto i lavori che a breve consegneranno a Milano il più grande insediamento residenziale in Europa che utilizza strutture portanti in legno.

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Su un’area di 17mila metri quadrati nella zona ovest della città sta prendendo forma “Cenni di Cambiamento”, intervento di social housing promosso dal fondo Polaris Investment SGR su un progetto firmato dall’architetto Fabrizio Rossi Prodi. Il cantiere è stato avviato da Carron poco più di un anno fa, in ATI con Service Legno, e andrà a concludersi entro il luglio di quest’anno dopo circa 20 mesi di assiduo lavoro. Una tempistica record per un progetto di edilizia residenziale di grandi volumi e in grande stile, destinato a ridisegnare in modo importante il volto di un’area periferica della città e a segnare per svariati aspetti un punto di svolta nel settore delle costruzioni. ;

Nell’intervento di Via Cenni l’innovazione sociale che è alla base della filosofia del social housing va di pari passo con quella tecnologica e costruttiva. Non solo questo progetto propone una rivisitazione del tradizionale concetto di coabitazione, mirando a creare maggiori spazi di condivisione (cineforum, hobby room, sale gioco per bambini e attività all’aperto) e occasioni di socialità tra i condomini. Ma per la prima volta si passa da una visione dell’edificio in legno a dimensione monofamigliare, o comunque di dimensione contenuta, ad una dimensione di multiabitazione su grande scala: quattro torri di 9 piani che si elevano per 27 metri d’altezza e un totale di 124 alloggi, tutti progettati e realizzati in classe energetica A, sfruttando sistemi costruttivi tali da permettere di coniugare elevati standard abitativi, tecnologici ed energetici a costi contenuti di realizzazione e gestione.

Per superare queste sfide progettuali, del tutto nuove rispetto a quelle richieste dalle costruzioni in latero cemento, l’impresa si è avvalsa in alcuni casi di qualificate consulenze esterne.

Facile immaginare il notevole impegno richiesto dal cantiere in termini di risorse impiegate, di pianificazione e di sforzo organizzativo: l’area è servita per tutta la durata da 3 gru; alla realizzazione delle strutture hanno contribuito 3 tecnici fissi in cantiere e 25 operai, mentre per le finiture l’organico medio è composto da 2 tecnici fissi e 60 operai (interni e subappaltatori), con punte che nelle prossime settimane supereranno le 100 unità giornaliere; si stima che alla fine lavori saranno circa 30 le ditte subappaltatrici coinvolte.

Recentemente, con l’approssimarsi della scadenza prefissata, è stato aggiornato il programma lavori in conseguenza del quale il cantiere resterà aperto tutti i sabati e in molti casi anche la domenica per l’espletamento delle finiture.

“Il nostro impegno è quello di consegnare i lavori nei termini previsti, onorando gli impegni presi con la committenza e lasciando un biglietto da visita importante alla città di Milano” afferma Cortese.

Nel frattempo l’attenzione sull’intervento da parte delle autorità, delle categorie professionali e dell’opinione pubblica si mantiene a livelli elevati. Ogni settimana l’area di Via Cenni è oggetto di visite da parte di architetti e geometri interessati ad approcciare da vicino questa innovativa tipologia di costruzione, ma anche da parte di scolaresche e associazioni interessate agli aspetti di funzionalità, socialità e sostenibilità di questo avanguardistico progetto.

Dal punto di vista costruttivo la tecnologia impiegata rappresenta lo stato dell’arte delle costruzioni in legno: l’intero complesso è realizzato con un sistema di strutture portanti scatolari continue in pannelli X-Lam, che permettono di ripartire in maniera uniforme i carichi verticali e l’azione del sisma assicurando i più elevati standard di robustezza e grande comfort abitativo.

Nell’intervento di Via Cenni l’innovazione sociale che è alla base della filosofia del social housing va di pari passo con quella tecnologica
e costruttiva.

A febbraio è stata completata l’impegnativa posa delle
strutture in legno e al momento le opere procedono spedite su più fronti. “Stiamo terminando in questi giorni la posa delle scale in legno e, in due fabbricati, abbiamo già iniziato le finiture con la posa dei marmi e delle soglie ed i rivestimenti esterni” racconta il geometra Emanuel Cortese, responsabile di cantiere per Carron. “Contemporaneamente stiamo procedendo con i placcaggi, la prima fase dei cartongessi e la predisposizione di tutte le sottotracce degli impianti idraulici ed elettrici. Nell’interrato sono in corso i lavori di pavimentazione ed entro pochi giorni inizieremo le impermeabilizzazioni definitive di tutte le coperture, su cui sono state posate delle protezioni provvisorie. Tra non molto prenderanno il via anche le opere di urbanizzazione primaria e secondaria che prevedono circa 600 metri di nuova strada e la sistemazione dell’esistente con illuminazione pubblica, fognatura e acquedotto”.
Una sfida impegnativa e non esente da criticità - considerato l’inedito paradigma costruttivo e le tempistiche rigorose per l’esecuzione delle opere - che Carron ha affrontato sin dall’inizio con con concretezza, competenza e grande entusiamo. “Nella prima fase la problematica più difficile da affrontare è stata l’attacco della struttura fra il calcestruzzo e il legno, con quasi un chilometro di tirafondi annegati sul solaio per gettare i cordoli con una precisione al millimetro; una fase che ha richiesto alle maestranze capacità tecniche al di sopra della media. - evidenzia il responsabile di cantiere – Dopodichè si è reso necessario un notevole impegno analitico e progettuale per l’integrazione degli impianti nella struttura prefabbricata in legno, al fine di trovare delle soluzioni tecniche ed alcuni accorgimenti ad hoc, così come per l’impermeabilizzazione e la posa delle soglie”. 
 

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