Rinasce Palazzo Turati, nel cuore del centro storico meneghino

inCantiere Marzo 2013

Un grande palazzo storico nel pieno centro di Milano tornerà presto, grazie all’intervento promosso da Techno Holding SpA e Camera di Commercio di Milano, al suo antico splendore, confermandosi come prestigiosa sede direzionale dell’ente camerale del capoluogo lombardo. E’ Palazzo Turati, situato in via Meravigli

Rinasce Palazzo Turati, nel cuore del centro storico meneghino Image
Un grande palazzo storico nel pieno centro di Milano tornerà presto, grazie all’intervento promosso da Techno Holding SpA e Camera di Commercio di Milano, al suo antico splendore, confermandosi come prestigiosa sede direzionale dell’ente camerale del capoluogo lombardo.
E’ Palazzo Turati, situato in via Meravigli, un edificio ricco di storia e di pregi artistici da sempre legato alla storia di Milano.
Carron prosegue così sulla strada già tracciata negli ultimi anni, che la vede impegnata in prima linea nella conservazione e salvaguardia di importanti opere architettoniche in tutto il Nord Italia.
Edificato su progetto di Enrico Combi tra il 1873 ed il 1876 per conto del conte Ernesto Turati, quale sua dimora cittadina, l’importante complesso a pianta quadrangolare è caratterizzato da una facciata esterna maestosa,
interamente rivestita con un bugnato di pietra e arricchita da motivi decorativi in corrispondenza del portone di accesso centrale e delle parti laterali in risalto rispetto al filo dell’edificio.
Al centro del complesso si trova un chiostro, caratteristico dell’architettura milanese, ornato da un doppio porticato in corrispondenza dell’androne carraio e da un semplice porticato sui restanti tre lati.
Nella metà degli anni ’90 l’edificio ha subito profonde trasformazioni, che non hanno snaturato l’impianto originario, ma hanno distrutto la quasi totalità delle strutture e delle opere di finitura.
 
L’aspetto del restauro è sicuramente preponderante nel complesso dei lavori: le stanze storiche del palazzo sono infatti ricche di affreschi, stoffe e pavimenti lignei.
 
L’attuale progetto di restauro, che vede impegnate in Associazione Temporanea d’Impresa Carron e Gemmo Spa, prevede interventi nelle sale d’apparato al primo piano, nello scalone d’onore, nel portico per le sue facciate e nel sottoportico. All’interno del rinnovato palazzo troveranno posto sportelli per il pubblico, stanze della Presidenza, della Direzione e della Giunta, sale riunioni, nuovi magazzini e locali tecnici, una buvette. Su un totale di 6.481 mq di superficie destinata ad uffici saranno 310 le unità di personale insediato.
I lavori, per i quali l’importo complessivo è di 14 milioni di euro (comprensivo di opere civili, impianti tecnologici, restauro e manutenzione dei beni immobili), sono iniziati il 6 agosto 2012 ed è previsto che si concludano nel giugno di quest’anno.
 
“Dopo sei mesi dall’inizio dei lavori abbiamo portato alla luce nel sottoportico,dopo una rimozione del precedente colore a base acrilica, decorazioni pittoriche di cui nessuno era a conoscenza”
 
L’aspetto del restauro è sicuramente preponderante nel complesso dei lavori: le stanze storiche del palazzo sono infatti ricche di affreschi, stoffe e pavimenti lignei.
Al primo piano in corrispondenza del fronte su via Meravigli si susseguono i saloni nobili della dimora ottocentesca: quelli centrali hanno subito pesanti manomissioni e oggi sono quasi del tutto spogli, mentre le tre sale situate ad est si caratterizzano per un prezioso patrimonio ornamentale.
La prima sala, detta Sala Bertini, è un grande salone da ballo con pavimenti in legno finemente lavorato ad intarsio e due portali marmorei scolpiti e dorati.
La Sala del Prometeo è notevole per le decorazioni architettoniche, mentre la terza sala è detta Sala d’Oro per le dorature che ricoprono il soffitto e scendono ai quattro angoli fino a terra.
Gli interventi di restauro più importanti riguardano la pulizia dei marmi bianchi di Carrara dello scalone monumentale a doppia rampa; nelle facciate si sono resi necessari il mantenimento degli intonaci, da fissare e proteggere, e la pulizia della pietra.
Grande attenzione anche per il porticato, che nel corso dei lavori ha riservato alcune sorprese. “Dopo sei mesi dall’inizio dei lavori abbiamo portato alla luce nel sottoportico,dopo una rimozione del precedente colore a base acrilica, decorazioni pittoriche di cui nessuno era a conoscenza” afferma il geom. Ezio Paolo Pistorello, responsabile di cantiere. “Questo ha portato ad una modifica progettuale concordata con la Soprintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali della Provincia di Milano, con la quale siamo costantemente in coordinamento”.
 
I lavori di carattere civile sono coincisi con interventi di adeguamento degli interni, con la demolizione e il rifacimento di 2 dei 4 vani scala, il rinforzo e la protezione di tutti i solai (non integralmente ma di porzioni degli stessi), quindi l’isolamento dell’edificio con un cappotto interno, finalizzato all’ottenimento di una classe energetica superiore. Sono stati 330 i serramenti esterni sostituiti, 30mila i metri quadri di cartongesso utilizzati, 6mila i metri quadri di pavimenti in legno stesi.
I serramenti in legno massiccio infatti, che si avvicinano esteticamente a quelli originari, sono uno degli elementi che compongono un complesso di finiture di pregio che comprendono pavimenti in legno galleggiante a listoni e pareti rivestite (boiseries). I serramenti a terra sono stati invece realizzati in acciaio Cor.ten, dal tipico colore brunito e altamente resistente alla corrosione e alla resistenza meccanica. Grande attenzione, infine, è stata dedicata nel progetto a soluzioni di risparmio energetico e di riduzione dell’impatto ambientale di un edificio così importante: il sistema di riscaldamento è basato su un sistema di scambio termico che prevede l’utilizzo di acqua di falda mediante la creazione di pozzi di presa e di resa.

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