Costruire in Leed: la case history di Via Filzi a Milano

inCantiere Dicembre 2014

Sostenibilità e qualità del vivere sono le sfide per l'edilizia del futuro. Il riferimento d'obbligo è la certificazione LEED (acronimo di Leadership in Energy and Environmental Design) con cui Carron si sta già confrontando.

Costruire in Leed: la case history di Via Filzi a Milano Image

Il LEED è un sistema indipendente di valutazione di matrice anglosassone che rappresenta già oggi, ma lo sarà sempre più in futuro, il riferimento d’obbligo in tema di edilizia sostenibile per chi progetta, costruisce e compra. Si tratta di uno standard a base volontaria, aperto, trasparente, in continua evoluzione,supportato da una vasta comunità tecnico-scientifica e ampiamente riconosciuto dal mercato. Peculiarità e principale punto di forza del sistema LEED è il suo approccio olistico alla sostenibilità, intesa dal punto di vista ambientale, sociale, economico e della salute: questa certificazione non esamina soltanto tutti gli aspetti relativi al risparmio energetico e all’impatto ambientale ma anche tutta una serie di requisiti che hanno a che fare con il comfort e la qualità della vita all’interno degli edifici e con la loro sostenibilità economica nel tempo.

Le aree indagate dall’approccio LEED sono sette: la sostenibilità del sito, la gestione efficiente delle risorse idriche, le performance energetiche, la scelta dei materiali per la costruzione, la qualità ambientale degli spazi interni, l’innovazione nella progettazione, priorità regionali variabili in base al particolare luogo.

Una checklist fissa i requisiti e i crediti che si possono maturare in ciascun ambito; dalla somma dei punti conseguono i quattri livelli di certificazione: il LEED Certified (da 40 a 49 punti), il LEED Silver (da 50 a 59 punti), il LEED Gold (da 60 a 79 punti), il LEED Platinum (da 80 a 110 punti).

 

La case history di Via Filzi a Milano.

 

Un’esperienza degna di nota è quella che sta sviluppando Carron a Milano con l’intervento di riqualificazione in corso sul palazzo uffici sito in Via Fabio Filzi, all’angolo con Via Galvani, commissionato dalla società Fabio Filzi Srl.

L’edificio, che sarà ultimato nei primi mesi del 2015, mira alla prestigiosa certificazione LEED - standard Core and Shell di livello Platinum.

Carron all’interno del progetto copre il ruolo di general contractor, ruolo di grande importanza in quanto snodo di collegamento tra il gruppo di progettazione e tutte le maestranze operanti in cantiere.

Fondamentale, nello specifico, è il contributo dell’impresa a tutti gli aspetti che riguardano la fase di costruzione. Sin dall’inizio la gestione del cantiere è stata orientata al contenimento dell’impatto verso l’esterno e a pratiche di salubrità per gli addetti ai lavori e per chi andrà successivamente ad occupare l’edificio: da sistemi di nebulizzazione volti ad abbattere la dispersione di polveri nell’aria durante le fasi di demolizione alla gestione differenziata di tutti i materiali di scarto, dall’accurata pulizia dei mezzi di trasporto in uscita dal cantiere alla promozione di ambienti di lavoro liberi da fumo, dall’applicazione di teli a copertura dell’area di edificio prospiciente l’esterno all’apposizione di cellophan in tutti i sistemi di ventilazione d’aria per evitare il deposito di polveri durante le fasi di lavorazione.

Particolarmente qualificanti sono alcuni aspetti di conduzione del cantiere dove sono state raggiunte delle prestazioni esemplari, con performance cioè che si attestano nettamente al di sopra dagli standard richiesti dalla certificazione.

E’ il caso della gestione dei rifiuti da costruzione, il 95% dei quali sono stati reindirizzati verso processi di lavorazione e riciclo anziché in discariche o inceneritori.

Esemplari sono anche l’utilizzo che il cantiere ha fatto di materiali provenienti dall’area regionale, pari a circa il 38%, così come l’ esclusivo utilizzo di prodotti realizzati con legno FSC proveniente da foreste gestite in modo responsabile.

La speciale attenzione nella minimizzazione dell’impatto sull’ecosistema è avvalorata anche da un ampio utilizzo di materiali da costruzione a contenuto riciclato (circa il 17%).

Massima l’attenzione data inoltre all’impiego di materiali basso emissivi per sigillanti, pavimentazioni, pitture e rivestimenti: tutti quelli utilizzati in Via Filzi presentano un contenuto ridotto al minimo di VOC, componenti organici volatili.

Un altro punto molto importante riguarda la gestione efficiente della risorsa idrica, permessa dall’installazione di vasche per il reimpiego delle acque piovane che potranno essere così usate per l’irrigazione del verde sul cortile interno, ma anche dall’installazione di cassette a basso flusso e rubinetti a getto controllato volti a ridurre inutili sprechi d’acqua.

Non meno importanti gli interventi pensati per rendere l’edificio di Via Filzi il più autonomo possibile in termini di fabbisogno energetico tra cui l’alloggiamento al piano interrato di un sistema di climatizzazione con pompe di calore a scambio diretto con acqua di falda e  l’integrazione di un impianto fotovoltaico sul tetto per l’utilizzo dell’energia pulita da fonte solare.

Sulla superficie di copertura saranno posati anche pannelli ad elevato grado di riflessione per ridurre l’effetto isola di calore dell’edificio minimizzando così l’impatto sul microclima.

Prettamente legati a scelte di carattere progettuale sono altri aspetti che concorrono a posizionare il building di Via Filzi ai vertici della graduatoria LEED. La certificazione valuta positivamente alcune scelte insite nel progetto di riqualificazione firmato dallo studio Asti Architetti: la ristrutturazione non ha implicato modifiche sostanziali del palazzo, contenendo l’impatto sull’area circostante, e ha preservato di fatto buona parte dell’impianto originario degli anni ’30 caratterizzato da rivestimento in mattoni, andando ad integrare tre piani sopraelevati con superfici vetrate che danno leggerezza e garantiscono luminosità agli uffici. Una tensione all’illuminazione naturale che si evidenzia anche all’interno dove è stata realizzata una facciata interamente vetrata con serramenti speciali che permettono di integrare le veneziane all’interno ed assicurare alte capacità di isolamento.

Premiata dal LEED anche la posizione dell’edificio, che sorge quasi adiacente alla stazione centrale di Milano: un fattore non secondario per garantire comoda accessibilità e flussi di traffico a basso impatto sull’ambiente per i tragitti casa-lavoro.

 

Committente: Fabio Filzi srl

Inizio lavori: Novembre 2012

Fine lavori: Febbraio 2015

Progetto: Asti Architetti

Progetto esecutivo e direzione lavori: Studio Archemi

Direttore tecnico: arch. Andrea Maraschin

Responsabile di cantiere: geom. Giorgio Stocco

Assistente di cantiere: arch. Matteo Brichese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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