Palazzo Turati: un tesoro restaurato

inCantiere Dicembre 2014

Un fiore all’occhiello del patrimonio architettonico e artistico di Milano torna a splendere grazie ad un minuzioso lavoro di riqualificazione e restauro che si è concluso nelle scorse settimane dopo due anni di lavoro.

Palazzo Turati: un tesoro restaurato Image

Realizzato nel tardo Ottocento, Palazzo Turati è diventato nel tempo un simbolo della vita economica meneghina e non solo: da sessant’anni è sede della Camera di Commercio di Milano e sede congressuale di riferimento per gli incontri tra la comunità imprenditoriale italiana e l’economia internazionale.

L’intervento di riadeguamento funzionale, promosso da Techno Holding Spa e Camera di Commercio di Milano, ha visto come parte integrante un restauro conservativo volto a restituire il Palazzo alla sua storia e al suo fascino originario, rimuovendo i segni di taluni pesanti interventi sedimentatisi nel tempo, ultimo quello avvenuto fra gli anni Ottanta e Novanta, e preservando elementi di pregio quali la facciata, il cortile interno, lo scalone d’onore e le sale d’apparato al piano primo.

Un progetto ambizioso, affidato all’esperienza dello studio Antonio Citterio Patricia Viel and Partners che ha curato anche la direzione artistica dei lavori.

L’intero appalto è stato gestito da Carron in associazione temporanea d’impresa con Gemmo per la parte impiantistica.

Le opere di restauro sono state dunque orientate ad una valorizzazione di tutto ciò che di originario era ancora presente e al recupero del linguaggio originario del manufatto per tutti gli apparati modificati nel corso degli anni.

Nelle tre sale nobili – Sala Bertini, Sala del Prometeo e Sala d’Oro - è stato eseguito un lavoro di ‘toelettatura’ volto a mantenere lo stato di conservazione di arazzi, dipinti, stucchi. Sono stati restaurati i pavimenti in legno ed è stata posizionata una macchina dedicata al controllo di temperatura, umidità e dei ricambi d’aria.

Un lavoro più articolato si è reso necessario su intonaci di facciata, intonaci del sottoportico, serramenti, coloriture, elementi decorativi dello scalone monumentale che invece denotavano evidenti alterazioni rispetto allo stato originario.

Ecco dunque il restauro delle superfici lapidee in pietra gallina e ceppo e delle parti in calcestruzzo decorativo nella facciata su Via Meravigli, commissionato e realizzato in via integrativa: un lavoro certosino, metro quadro su metro quadro, che ha allungato i tempi di lavorazione ma ha ridonato alla facciata il suo aspetto nativo.

Il restauro ha interessato anche lo splendido cortile interno dove sono state pulite e consolidate con sistema completamente inorganico le superfici lapidee e recuperate le cromie originarie delle superfici del quadriportico.

Un percorso lungo e affascinante che ha riservato anche alcune sorprese: i lavori hanno portato alla luce un dipinto ad acquerello sul porticato e una decorazione ad olio sullo scalone monumentale interno.

Il contributo di Carron si è sostanziato anche nella proposta migliorativa per la struttura della copertura atta sorreggere i pesi degli impianti; evitando di intervenire sul rinforzo da sotto della soletta esistente, l’azienda ha proposto una struttura reticolare sopra-copertura in grado di scaricare i pesi verso i vani scala, lasciando così intatti i travi della soffittatura risalenti ai primi anni del Novecento.

Volta a minimizzare l’impatto sull’esistente anche la metodologia adottata per l’aggiornamento degli impianti, che ha previsto il riuso dei cavedi esistenti, adeguati soltanto in alcuni punti.

“Uno degli aspetti critici che siamo riusciti a gestire al meglio è stata la logistica – evidenzia Ezio Pistorello, responsabile di cantiere per Carron per tutti e 25 i mesi di lavorazione – La corte interna, con un’area di movimento soltanto di 15 metri per 12 metri all’interno della quale insisteva anche la gru a torre, non dava spazio per fare magazzino e ciò ha implicato un notevole sforzo organizzativo e una precisione da orologeria nella gestione delle forniture e nella movimentazione dei materiali per evitare inceppamenti sulla filiera di lavorazione. C’è da considerare che negli ultimi sei mesi, nel cantiere lavoravano anche 150 persone contemporaneamente nelle punte massime”.

 

Committente: Techno Holding Spa, CCIAA Milano

RUP: arch. Giovanni Pellegrinelli

Progetto architettonico e direzione artistica: Antonio Citterio Patricia Viel and Partners

Progetto restauro: arch. Maria Giovanna Paccapelo

Progetto strutturale e impianti: Favero e Milan Ingegneria Spa

Direzione lavori: Itaca Spa

Importo lavori: € 18.077.075,98

Inizio lavori: 6 agosto 2012

Termine lavori: 7 ottobre 2014

Per CARRON

Direttore tecnico: arch. Andrea Maraschin

Responsabile di cantiere: geom. Ezio Paolo Pistorello

 

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