Il nuovo stabilimento produttivo ecosostenibile Bulgari Gioielli

inCantiere Dicembre 2016

Il recupero della storica Cascina dell’Orefice, storica sede del primo insediamento orafo di Valenza, e l’ampliamento del sito produttivo con l’utilizzo di tecnologie innovative e materiali a basso impatto ambientale

Il nuovo stabilimento produttivo ecosostenibile Bulgari Gioielli Image

Un intervento che valorizza la tradizione ma guarda al futuro, dando vita ad un nuovo centro d’eccellenza in una superficie coperta di 14mila metri quadrati, per rispondere a tutte le esigenze produttive, ricettive ed espositive della maison romana di preziosi, controllata dalla holding francese del lusso LVMH. Un’opera realizzata nel complesso di un ampio progetto di riqualificazione, che ha dato vita ad un complesso fieristico-espositivo, con una nuova viabilità d’accesso al comparto produttivo, due parcheggi pubblici e altri park riservati ai dipendenti all’interno della proprietà privata.

Un complesso che ospita le funzioni produttive e amministrative in due edifici dai caratteri architettonici decisamente differenti, collegati da un ponte ideale che unisce tradizione ed innovazione.

L’ingegner Genis Marchesin ci spiega i punti di forza dell’intervento sotto il profilo delle innovazioni.

Qual è il rapporto tra il vecchio e il nuovo edificio?

La progettazione costruttiva in capo all’Impresa Carron ha portato a una vera e propria riprogettazione strutturale ed architettonica dei fabbricati, senza alterarne l’identità originaria. Infatti, la Cascina dell’Orefice, sede del primo insediamento storico di Valenza dall’inizio dell’Ottocento, dopo l’iniziale demolizione è stata ricostruita fedelmente, con ottimizzazioni e migliorie generali alla struttura. L’integrazione di un intero volume in cristallo, denominato Glass House, una “estrusione” contemporanea e tecnologica della sagoma originale, ha completato l’intervento, ricavando nuovi spazi per rispondere alle funzioni ricettive del complesso. È poi stato realizzato ex novo un corpo edilizio dedicato alla produzione e relativi servizi, separato e arretrato rispetto all’edificio storico, strutturato su tre livelli, di cui uno seminterrato.

Che soluzioni sono state scelte per il sito produttivo realizzato ex novo?

L’assetto planimetrico è estremamente lineare: un padiglione quasi quadrato, di circa 73 x 70 metri, di altezza massima pari a 10.90 metri, caratterizzato da una grande corte interna di quasi 600 metri quadrati che garantisce livelli elevati di illuminamento e ventilazione naturale, pur salvaguardando gli elevati requisiti di sicurezza richiesti dal committente. Ogni spazio è stato studiato per rispondere alle diverse esigenze aziendali. Sono state create ad esempio delle “isole post-kit”, ovvero i laboratori orafi per le operazioni di assemblaggio e finitura dei prodotti, ma anche isole tecnologiche per ospitare le varie funzioni di supporto.

Quali le principali migliorie introdotte alla struttura?

L’intervento ha portato ad ottimizzazioni e migliorie generali sulle strutture, a partire dal cambio della tipologia dei solai prefabbricati, prediligendo la forma ad “omega rovesciato” al tradizionale “doppio T”, con miglioramento estetico e funzionale su tutti i soffitti a vista. È stata inoltre cambiata la tipologia del sistema tetto, passando da un’impermeabilizzazione a vista ad un sistema a tetto rovescio, con il manto di impermeabilizzazione protetto da una pavimentazione in calcestruzzo che permette di ospitare agevolmente le oltre 60 diverse apparecchiature impiantistiche alloggiate in copertura, tanto da renderla un vero e proprio locale tecnico a cielo aperto. Non solo. È stata cambiata anche la tipologia del sistema costituente le pareti perimetrali dell’edificio principale, passando da struttura a secco, cartongesso da interni ed esterni, a pannelli prefabbricati in calcestruzzo precompresso, ovviamente coibentati. Sono state introdotte migliorie su tutte le pareti divisorie interne in cartongesso, con impiego, per la zona di fusione di un particolare rivestimento con spessore 2 cm in gres, unico nel settore, che resiste all’accidentale caduta a terra di metallo fuso oltre i 900 gradi. Infine, sono state stese oltre 9000 mq di pavimentazioni resinate per interni.

Quali gli interventi di riqualificazione a servizio della collettività?

Abbiamo curato la realizzazione di tutte le opere esterne con l’esecuzione dell’intera viabilità funzionale all’accesso ai vari servizi del fabbricato, tutti i sotto servizi, oltre a tre park che ospiteranno i dipendenti e le sistemazioni a verde. All’interno dell’appalto sono state eseguite tutte le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, con la realizzazione di una bretella di innesto dalla rotatoria esistente sulla provinciale, la deviazione di una strada vicina, l’esecuzione di due grandi park pubblici e tutti i sotto servizi, compresi due attraversamenti impiantistici stradali e la sistemazione idraulica di un rio per lo scolo delle acque.

 

I NUMERI DEL CAPITALE UMANO NEL CANTIERE

Il rispetto del cronoprogramma, di 16 mesi totale, è stato garantito grazie all’impiego di una grande squadra di cantiere. 
L’Ati Carron SpA - Stahlbau Pichler Srl ha impiegato:
2 project manager 
2 site manager
6 assistenti di cantiere, oltre al personale tecnico delle ditte impiantistiche per tutta la durata del cantiere una media di 70 uomini al giorno nei primi mesi di attività del cantiere oltre 180 uomini al giorno operativi nei mesi finali.
L’intervento è stato consegnato con soddisfazione del cliente, che già a metà ottobre ha iniziato, oltre ai traslochi, tutte le operazioni di avviamento dello stabilimento produttivo.
 

SCHEDA DEL CANTIERE

Ente appaltante: BULGARI Gioielli S.p.A.
Luogo: Valenza, Alessandria(AL)
Inizio lavori: 08/07/2015
Fine lavori: 30/11/2016
Tipo di opera: Stabilimento produttivo orafo
Progettista: Open Project srl - Bologna
Importo: euro 25.300.000
Project manager: Ing. Genis Marchesin 
Site manager: Geom. Massimo De Carli
Finiture e completamento cantiere: Geom. Giorgio Zaccai
Tecnico della sicurezza: arch. Filippo Coletti 
Project control: ing. Andrea Vivian
 
Il progetto è stato redatto seguendo il protocollo LEED 2009 Italia Nuove Costruzioni e Ristrutturazioni.

Condividi questo articolo:

Ultimi articoli

Editoriale (Giugno 2019)

Il riavvio del mercato immobiliare e una corsa che continua grazie ad un team unico

Continua a leggere

La conversione di due fabbricati in residenze sanitarie assistenziali

Carron sta completando le nuove R.S.A. in via Marochetti a Torino: due strutture tecnologiche in cui gli ospiti potranno sentirsi come a casa

Continua a leggere

Ultimo magazine

Archivio magazine

 
 
Proposte Immobiliari
 

Mini appartamento

Treviso (TV)

 
 

Attico

Treviso (TV)

 
 

REDAZIONE

Carron s.p.a. | via Bosco, 14/1 - 31020 San Zenone degli Ezzelini (TV) | tel: +39 0423 9657 | info@carron.it

made in Nextep