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Inaugurato l’H-Farm innovazione e studio nell'ex base di Ca’ Tron
08 settembre 2020

Inaugurato l’H-Farm innovazione e studio nell'ex base di Ca’ Tron

RONCADE (TREVISO) Un polo unico in Italia, paragonabile alle realtà delle grandi metropoli europee, Londra, Berlino, Parigi, con l'ambizione di confrontarsi con i centri leader dell'innovazione mondiale: Cupertino, Stanford, il Mit. L'H-Campus, lancia la sua sfida. "Benvenuti nel futuro", ribadisce il presidente della Regione, Luca Zaia, tagliando ieri mattina il nastro del mega complesso scolastico promosso da H-Farm a Ca' Tron di Roncade, nelle campagne tra le province di Treviso e Venezia.

Da oggi, nelle aule e nei laboratori cominceranno ad entrare circa 450 allievi della scuola internazionale, dalla materna alle superiori, e oltre mezzo migliaio di studenti dei corsi universitari e dei master post laurea. Saranno duemila entro il 2023-24. Si mescoleranno a startupper e giovani imprenditori dell'attigua sede di H- Farm, principale gruppo italiano del digitale. È questa commistione, ancor più delle strutture di avanguardia e della didattica innovativa (compresa la realtà virtuale), con ampio uso di nuove tecnologie, la carta vincente.

IL FONDATORE

Ne è convinto Riccardo Donadon, fondatore di Farm e ispiratore del Campus: «È uno stimolo molto positivo: consente di creare permeabilità tra ciò che vuole il mercato e ciò che bisogna imparare per aggredire il mercato». L'inaugurazione culmina felicemente dopo una corsa contro il tempo dell'impresa costruttrice Carron: prima pietra posata il 17 settembre dell'anno scorso, 321 giorni di cantiere al netto di stop per Covid e maltempo, grazie a 14 gru e 380 professionisti al lavoro contemporaneamente. «Altro che ponte di Genova: venite qui a prendere esempio», ha rimarcato il governatore. Ben più lungo e incerto, si è rivelato, invece, l'iter burocratico, partito nel 2016 e impantanatosi, in particolare, sulle autorizzazioni di valutazione ambientale. «Un blocco creato da un singolo - ha ricordato Donadon - che ha avuto un impatto di dieci milioni di euro, tra maggiori costi e minori ricavi. È stato come prendere un rastrello dalla parte del ferro, ma ne siamo usciti». Il vero rischio, ha ammonito l'imprenditore, è che tali complicazioni fermino i progetti «e così le giovani generazioni se ne vadano dove sono in grado di accoglierli».

Mattia Zanardo _ Il Gazzettino - Nordest